Guida per streamer cover

La prima guida legale italiana per gli streamer

Questo documento costituisce la prima guida legale italiana per gli streamer. Lo scopo che si vuole conseguire è quello di fornire delle “legal tips” a tutti i soggetti che si accingono ad avviare la loro attività attraverso le piattaforme di streaming o che hanno già intrapreso da tempo questa strada.

Riteniamo che chiunque lavori o voglia lavorare attraverso le piattaforme di streaming debba farlo con consapevolezza, e soprattutto conoscendo quali sono i limiti legali e i rischi che si corrono.

La prima cosa che ti consigliamo di fare è avere un approccio imprenditoriale e professionale alla tua attività. Questo è importante per tutta una serie di motivi, come: sponsorizzazioni che potrai avere, diversificazione del tuo business ed evitare complicanze legali.

Person Using Laptop Computer on Table

Essere professionali e avere un approccio imprenditoriale non vuol dire snaturare il contenuto che offri, anzi. Vuol dire essere consapevoli che spenta la tua telecamera si apre il sipario della programmazione, dello studio e del confronto con altre professionalità che spalancano le porte ad una maggiore qualità del tuo contenuto.

A tal riguardo una frase ci sta molto a cuore: “non trasformare un ottima idea, in un pessimo business”. Questo perché molto spesso assistiamo alla creazione di contenuti o format che rappresentano una novità e con un potenziale enorme nel panorama dell’intrattenimento digitale che, però, si arenano o si spengono dopo pochi mesi o addirittura settimane. Questo avviene perché quegli stessi streamer/content creator, che hanno avuto una idea dirompente, non hanno pensato a tutelarla o a proteggerla

I quattro consigli legali che ti forniremo rappresentano un piccolo vademecum da tenere sempre a portata di mano per districarti nel dedalo delle responsabilità e essere più consapevole. 

1) Copyright

Le piattaforme di live streaming rappresentano delle soluzioni di hosting video che consentono agli utenti di caricare e trasmettere contenuti al proprio pubblico. L’obbiettivo principale è quello di intrattenere attraverso gaming, dibattiti, interviste e condivisione di momenti o esperienze personali.

Frequentemente i contenuti che vengono creati includono, inconsapevolmente, contenuti creativi ed originali soggetti a copyright.

Le normative di riferimento sono: la legge n. 633 del 1941, le direttive EU sul copyright ed infine il Digital Millenium Copyright Act.

E’ importante conoscere le normative di riferimento, cosi’ come è importante conoscere i termini di servizio della piattaforma che contestualizzano la disciplina al singolo fornitore del servizio digitale che stai utilizzando.

Nel caso di Twitch parliamo della sezione dedicata al copyright. Nello specifico Ti consigliamo di leggere la sezione 10 e 18 dei Termini di servizio.

Dove se da un lato si tutela il diritto di segnalare una violazione del proprio diritto d’autore su un contenuto direttamente a Twitch (sezione 10), dall’altro si riconosce la possibilità agli streamer si usufruire del servizio di “Soundtrack by Twitch” (sezione 18).

Se ti stai chiedendo quali canzoni puoi riprodurre in streaming la risposta è:

  1. A) Musica di tua proprietà. Ovvero musica originale che è stata scritta e registrata da te e di cui detieni tutti i diritti necessari. Specifichiamo di cui “detieni tutti i diritti necessari”, perché se hai ceduto a terzi i diritti sulla musica che hai creato- come per esempio un’etichetta discografica o un editore- devi contattarli per richiedere l’autorizzazione alla trasmissione della musica;
  1. B) Musica di cui hai la licenza. In alcuni casi, è bene specificarlo, Twitch potrebbe “sanzionarti” lo stesso con una notifica di rimozione. Questo accade perché Twitch ha previsto dei bot (come Audible magic) per il controllo sulla violazione del copyright che potrebbero non prendere in considerazione il fatto che tu abbia la licenza di quella musica. In questo caso, mantieni la calma, e provvedi ad inviare una contro notifica a Twitch.
  2. C) Soundtrack by Twitch. Ovvero usufruire di una libreria di tracce musicale per le quali Twitch ha negoziato i diritti con alcuni titolari e etichette discografiche.

Potresti ignorare queste indicazioni qualora decidessi di non tenere traccia delle tue streaming attraverso VOD e CLIP. Questo perché la maggior parte degli algoritmi di controllo di Twitch e altri non funzionano sulle live. Ma comunque non ti consigliamo di farlo.

N.B. volutamente non è stato affrontato il “fair use” per quanto concerne l’utilizzo di immagini, foto, video e musica che costituisce un macro argomento da trattare separatamente. E non preoccuparti perché lo faremo.

2) I termini di servizio e le policy di Twitch

I termini di servizio e le policy sono dei documenti attraverso i quali un fornitore di servizi digitali disciplina l’utilizzo del suo servizio e regola le modalità di comportamento all’interno della stessa.

Ti consigliamo di leggere attentamente le condizioni per l’utilizzo del servizio, le linee guida per la community, in particolar modo quella sui comportamenti volti all’odio e alle molestie e le linee guida al DMCA. Se ci sono parti che non ti sono chiare confrontati sempre con un avvocato.

Se infrangi alcune regole della piattaforma puoi andare in contro ad un ban o un permaban.

Nel caso in cui utilizzi Twitch per diletto questo non è un serio problema, ma nel caso in cui lavori con Twitch vuol dire o concludere la tua attività lavorativa o ridurla fortemente (ammesso che tu sia presente anche su altre piattaforme).

Ricorda che in caso di ban se hai sponsorizzazioni personali potrebbero essere previste delle clausole contrattuali che ti penalizzano ulteriormente.

I termini di servizio e le policy di una piattaforma sono le regole del gioco, dunque:

  • Confrontati con un avvocato o con un esperto per chiarirti eventuali parti oscure o per sapere se puoi lanciare una nuova forma di intrattenimento;
  • Assicurati di non avere la tua attività lavorativa incentrata in maniera verticale su un’unica piattaforma. Diversifica. Questo ti aiuterà in caso di ban o se dovessero diventare troppo stringenti per i tuoi contenuti le linee guida o i termini di servizio;
  • Resta sempre aggiornato sulle modifiche delle policy. Recentemente, fine Gennaio 2021, è cambiata quella sull’incitamento all’odio (se non l’hai ancora fatto leggi il nostro articolo sul BLOG);
  • Redigi una policy personale improntata sul tuo canale. Dettare una linea “editoriale” sui tuoi contenuti e avere una policy su cosa si può fare o dire servirà a darti una professionalità diversa, inoltre potrai notificarla a Twitch e farne prendere visione ai tuoi ospiti. E’ sicuramente una esimente nel caso in cui non sia tu in prima persona a violare le linee guida e i termini e condizioni di Twitch (ma ad es. un tuo ospite), e un valido documento da presentare ad investitori e inserzionisti che vogliono sponsorizzarti.

Il consiglio più importante è, infine, sapere cosa si può dire in live e cosa no. Con il passare del tempo le dirette streaming arriveranno ad avere la stessa cassa di risonanza di un programma televisivo o radiofonico, sicchè: offendere, insultare o criticare personaggi famosi non resterà più un fatto ad appannaggio della piattaforma che utilizzi ma avrà effetti anche al di fuori. Il linguaggio che utilizzi nelle tue dirette non può essere uguale a quello che useresti al bar con un paio di amici. Questo non vuol dire che tu debba snaturare la tua spontaneità o il tuo modo di intrattenere, anzi, è molto importante conoscere concetti come l’ingiuria, la diffamazione, il diritto di critica, il diritto di satira, etc.  Questo migliorerà il modo in cui ti approcci alle tue streaming e aiuterà a comprendere che quello che stai facendo, seppur divertente, è il tuo lavoro.

3) Sponsorizzazioni e contratti

Lo strumento principale per regolare i tuoi rapporti con società sponsor e inserzionisti è sicuramente il contratto. Bisogna, però, guardare al contratto non solo come uno mezzo in grado di arricchirci ma anche come un coacervo di insidie e responsabilità.

Frequentemente, presi dall’euforia e dal miraggio del guadagno, si tende ad accettare qualsiasi proposta di sponsorizzazione ci venga fatta. Questo avviene perché non si ha contezza dei rischi che si possono nascondere dietro ad ogni singola clausola contrattuale. E’ sempre consigliato farsi aiutare dal un avvocato che possa tutelarti sin dal momento della stesura in maniera adeguata e coerente con il tuo business.

Il contratto per lo streamer, sia esso un contratto di sponsorizzazione o di licenza del marchio, ha una serie di utilità:

  1. A) Limitare la tua esposizione a problematiche legali civili e penali;
  2. B) Mantenere il controllo della tua attività e della tua proprietà intellettuale;
  3. C) Scegliere come e dove risolvere eventuali controversie;
  4. D) Prevenire i problemi prima che diventino cause legali;
  5. E) Compatibilità con altre attività personali o di altri sponsor.

Al di là di queste utilità il contratto porta con se anche una serie di adempimenti fiscali e previdenziali, soprattutto se sei un lavoratore autonomo, che è opportuno non ignorare per non essere soggetto a pagamenti futuri ed ulteriori.

Può sembrare strano ma un cattivo contratto può essere anche fonte di un esborso economico più ingente di quanto ti abbia fatto guadagnare. Questo avviene perché molto spesso si inizia a sponsorizzare progetti e/o prodotti senza aver indagato sul brand e senza avere cognizione della tipologia di contratto che si sta sottoscrivendo.

L’unico caso di reato tributario, contestato ad uno streamer in Italia, nasce proprio da una superficiale interpretazione della normativa e della formula contrattuale utilizzata.

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4) Tutela del tuo brand

Come abbiamo appena detto molte aziende sono attratte dalle grandi community di appassionati che seguono gli streamer. Ciò è possibile in virtù del fatto che il “brand”, riconducibile ad un determinato streamer, può generare una grande esposizione in termini di pubblicità per le aziende.

Per questa ragione è essenziale proteggere le proprie risorse e la propria reputazione che ruota intorno al tuo “personal brand”. Tutte le tue creazioni intellettuali, a partire dal tuo nickname, passando per il tuo logo e ancora per le tue espressioni preferite dovrebbero essere tutelate. Tutto ciò è fondamentale perché quello che vende un creatore di contenuti, uno streamer o influencer non è un prodotto- o meglio potrebbe anche esserlo- ma sempre associato alla sua immagine.

Come diceva qualcuno: se alla fine della giornata ciò che ti resta tra le mani è il tuo marchio, meglio proteggerlo.

Ci sono una serie di cose che potresti fare per proteggere il tuo marchio e i tuoi contenuti, come:

  1. A) Crea una azienda: questo ti permetterà di scrollarti di dosso una bella serie di responsabilità. Oltre che darti una grande autorevolezza;
  2. B) Registra il tuo marchio: per marchio: è possibile farlo con un nome, uno slogan o un logo che ti identifica e che rappresenta la tua intera immagine. Proteggere la tua immagine, i tuoi segni distintivi è una componente essenziale;
  3. C) Proteggi i tuoi contenuti: siano essi video, foto, articoli di un blog o video è importante apporre su di essi il tuo copyright. Se trascorri del tempo a progettare novità da offrire alla tua community non è piacevole vederti derubato.

Se necessiti di ulteriori chiarimenti o vuoi suggerirci altre tematiche da affrontare dal punto di vista legale scrivici nella sezione “contattaci” oppure all’indirizzo mail: info@postiglionelaw.it o in DM su Instagram.

Podcast del Minotauro

Il primo podcast mitologico che si occupa di diritti del mondo digitale: informatica, blockchain, content creators, nuove tecnologie, GDPR.